26
Ott
09

L’Arte del Dono

Nel corso di tre giornate, lo scorso mese, ha fatto fuori quasi tutto.
Chi c’era, racconta di lunghissime code di persone di fronte alla porta del palazzo dove ha sede il suo studio, a Lugano.
A sostegno, ancora una volta, del fatto che l’Arte si nutre di relazioni.

 

Divorare - Olio (150x150), 1986.

Divorare - Olio (150x150), 1986.

Parliamo del Maestro Gianluigi Bellei: artista di origine bolognese, residente a Lugano da molti anni, che, lo scorso settembre ha deciso di regalare interamente i quarant’anni della sua produzione artistica (a partire dai primi lavori a olio sino alle ultime realizzazioni che prevedono invece l’utilizzo di vari supporti e materiali).
Il Maestro ha annunciato l’iniziativa attraverso una conferenza stampa e un servizio televisivo andato in onda a settembre sull’emittente svizzera, informando che il suo atelier sarebbe rimasto aperto per tre settimane, offrendo l’opportunità, in particolare a chi non ha solitamente accesso, spesso per disponibilità di mezzi, al circuito artistico più “classico”, di diventare possessore di un’opera d’arte.

Nei giorni immediatamente successivi chiunque ha avuto l’occasione di presentarsi e scegliere il “proprio” quadro; unica condizione posta: l’impossibilità di rivenderlo ma di poterlo solo esclusivamente regalare.

Le motivazioni che hanno determinato una scelta, a nostro avviso, molto coraggiosa e dal valore fortemente simbolico, sono state evidenziate da Bellei in modo molto diretto.
In primo luogo, l’autore ha avviato una riflessione personale sul destino delle proprie opere, come diceva lui stesso, sorridendo, durante il servizio televisivo, il rischio che finisca tutto impolverato in qualche fondazione o ancora peggio negli scantinati o nelle soffitte di qualche museo, a causa dell’esiguità degli spazi espositivi cantonali, è una prospettiva che intristirebbe qualsiasi artista.
Oltretutto, molto spesso, le strutture ospitanti rischiano di non veicolare il messaggio artistico al di fuori dei confini ticinesi.
Infine, fulcro dell’azione, la volontà di cortocircuitare il meccanismo che genera un diffuso conformismo estetico causato dall’identità ormai quasi automatica tra il valore dell’opera e il suo prezzo di mercato.

Riteniamo questo atteggiamento e l’approccio che sposta l’accento sul valore del “processo” che prima ha determinato e che, successivamente, coinvolge l’opera, si identifichi pienamente anche con il nostro pensiero.
Ci piacerebbe, inoltre poter inserire questo contributo in una riflessione più ampia iniziata, all’interno degli Space on Sail, nell’ambito dell’iniziativa “Io lo vedo così” e che vorremmo coinvolgesse anche un’audience esterna, proprio in merito alle modalità espositive e alle musealizzazioni, offrendo spunti e prospettive, al momento, meno diffuse.

Abbiamo, pertanto, cercato di avvicinarci al maestro Bellei condividendo con lui alcune nostre curiosità.
Ci ha accolto una persona disponibile e diretta, con cui abbiamo realizzato una piccola intervista che siamo orgogliosi di ospitare sul nostro blog.

 

Elaborazione elettronica, 50x70cm. 2009

Elaborazione elettronica, 50x70cm. 2009.

Sulla base delle dichiarazioni lette (e del servizio andato in onda sulla televisione svizzera), la volontà che ha dato origine al suo gesto è stata quella di dare la possibilità a chi normalmente è al di fuori del circuito “istituzionale” dell’arte di avere accesso a un’opera.  Considerato  il successo scatenato dall’iniziativa, sulla base di quale parametri ha regalato i suoi quadri?

Premetto che non mi ero posto alcun parametro per poter valutare l’ impatto di un’iniziativa del genere.
Ovviamente mi basavo sul fatto che molto spesso le mostre, escludendo quelle internazionali o di grande richiamo, sono poco frequentate. Basta andare in qualunque galleria o museo per constatare che i visitatori si contano sulle dita di una mano durante una giornata. Tenuto presente che il mio studio non ha un accesso diretto ma bisogna suonare il campanello e salire le scale, immaginavo che le persone non potessero essere molte. Invece solo il primo giorno e nelle prime tre ore di apertura sono arrivate circa duecento persone.
Tutto questo ha azzerato ogni tipo di rapporto e di parametro. Molte persone sono arrivate e sono ripartite prendendosi semplicemente le opere. Con le altre mi sono limitato ad un saluto e a siglare l’opera aggiungendo la dicitura “Quest’opera è un regalo e non può essere oggetto di una transazione monetaria”. Diciamo che, a parte alcuni, non ho il minimo ricordo dei volti delle persone passate dal mio atelier.
Michel Poletti ha girato un video quel giorno e, guardandolo successivamente, mi sono accorto che non riconoscevo buona parte delle persone.

C’è stato qualcuno prima di lei, o qualcuno al quale lei si è ispirato, che ha compiuto un gesto in qualche modo analogo?

A parte qualche artista che ha bruciato i propri lavori come Baldessari o qualcun altro come Pietroiusti che li regala dopo aver avuto una sovvenzione per la realizzazione in modo da essere ripagato in anticipo, non mi risulta che ci sia stato nessun altro artista che abbia regalato i propri lavori direttamente ai cittadini.

Le opere che lei ha donato, sono state “segnate” e non potranno essere più vendute, ma solo esclusivamente, a loro volta, regalate.
In caso, invece, di un ipotetico baratto, che cosa le piacerebbe ricevere in cambio? E cosa ha ottenuto sino ad ora, anche da un punto di vista immateriale a chiusura dell’iniziativa?

Non avevo intenzione di accettare nulla in cambio anche per evitare che si diffondessero voci fuorvianti sul valore dell’iniziativa.
Ma soprattutto anche per evitare che la cosa potesse essere interpretata come una svendita. Ho ricevuto parecchie sollecitazioni anche da parte di associazioni che mi chiedevano di mettere nello studio un barattolo in cui le persone potessero lasciare 5 franchi da devolvere all’associazione stessa.
Ho sempre rifiutato per non mescolare l’iniziativa con potenziali strumentalizzazioni, anche se a buon fine.
In effetti però qualcosa mi è rimasto: cinque o sei persone mi hanno offerto una bottiglia di vino e tre un libretto scritto da loro.

Si interesserà delle sorti future dei suoi quadri?

Non potrei, nemmeno volendo, in quanto a parte alcuni, non ho la più pallida idea di chi siano le persone che ne sono entrate in possesso.

Lei ha voluto sottolineare il valore del “processo” rispetto a quello dell’opera: in base a ciò, in quale modo chi riceve il quadro entra in relazione con l’espressione artistica? Il nuovo proprietario, diventa parte di una rappresentazione nel momento in cui riceve il quadro?

Possiamo identificare due momenti: quello della creazione dell’opera che rappresenta un determinato periodo storico e personale e che descrive tramite l’opera stessa un’idea, un’emozione, un concetto dell’autore.
A tutto questo si è sovrapposta l’azione del regalo e ciò ha dato un ulteriore vissuto all’opera stessa. L’opera diventa quindi parte integrante della performance.

 

Cavallo di razza - Acquarello 38,5x57,5cm, 1982.

Cavallo di razza - Acquarello 38,5x57,5cm, 1982.

Come sono stati assegnati i quadri? E’ stato lei a scegliere l’opera a seconda del richiedente o ha lasciato libertà di scelta?

All’inizio, come dicevo, supponevo una certa tranquillità per lo sviluppo dell’iniziativa. Pensavo di parlare con le persone, entrare in contatto con loro, informarmi sul loro lavoro, sulla loro percezione delle opere e scegliere insieme a loro quella che maggiormente poteva essere la più indicata.
In realtà ognuno ha scelto il suo quadro o, per meglio dire, visto il caos ognuno ha preso la prima cosa che capitava.

Ha avuto il desiderio, di dire di no a qualcuno? se si, perchè?

Non avevo intenzione di fare una scelta… e non ho potuto farla.

C’è qualche aneddoto legato ai momenti della donazione che le è rimasto particolarmente impresso?

In realtà ce ne sarebbero parecchi: da chi se ne stava andando senza dire nulla con un quadro non mio (nello studio ho parecchi lavori di altri artisti) a chi non essendoci più tele di grandi dimensioni mi ha chiesto di fargliene una solo per lui (ovviamente gratis). Ma le constatazione più interessante e che fa riflettere è sicuramente quella che nessuno ha preso gli ultimi lavori della mostra locarnese “Brandelli antropologici” realizzati mediante il computer assieme ai barattoli di vetro contenenti vari oggetti legati al mio contesto.

Ripeterà l’esperienza? e se sì, in che modo farà a sapere che quello che sta creando sarà poi donato, influenzerà la creazione?

 

Eugène Disdéri, Insurgés tués pendant la Semaine sanglante, phtographie, 1871.

Eugène Disdéri, Insurgés tués pendant la Semaine sanglante, phtographie, 1871.

Ritengo che fare due volte la stessa cosa impoverisca e non aggiunga nulla di nuovo. Pertanto l’iniziativa è stata unica. Ora sto lavorando a un progetto che porto avanti da circa un anno ispirato alla Comune di Parigi intitolato “Père-Lachaise 28 maggio 1871” nel quale assemblo quadri, film, libri, stampe d’epoca…

Bio: Gianluigi Bellei nasce a Bologna nel 1953.
Nel 1969 frequenta l’atelier di incisione San Leonardo di Mario Leoni a Bologna, seguono gli studi artistici a Firenze e a Lugano.
Collabora con diverse testate, fra le quali “Libera Stampa”, il quotidiano “la RegioneTicino”, il mensile “Spazio architettura”, “Cenobio” e il settimanale “Azione”. 
Nel 1986 fonda assieme ad Ugo Fortini il periodico di riflessione estetica e cultura dell’arte “Imago”. 
Partecipa a conferenze e dibattiti tra i quali la tavola rotonda coordinata da Arturo Schwarz a Torino nel 1987 nell’ambito degli incontri su «Estetica, produzione artistica e cultura libertaria», «L’incisione alle soglie del nuovo millennio» al Centro culturale svizzero di Milano nel 1999 e «Arte e anarchia» a Bologna nel 2001.
Nel 1996 è fra i fondatori della CISI (Compagnia incisori della Svizzera italiana) della quale viene eletto primo presidente. 
Nel 2002 fa parte del gruppo organizzatore degli Artisti per la pace.
 È socio attivo di Visarte, Società delle Arti Visive, dellAssociation Internationale des Arts Plastiques,  e dell’Union Suisse de la Presse Spécialisée.

Da quasi trent’anni vive a Lugano.

(Biografia tratta da qui)

Un grazie speciale va a Matteo e Andrea perchè senza la loro preziosa segnalazione qui, “oltrecortina”, sarebbe arrivato ben poco ;)

15
Ott
09

Space on Sail @ Festival della Creatività di Firenze

Week- end pieno zeppo di eventi, quello che sta per incominciare, per noi Spacers.

All’interno del PROGETTO EUROPA, dedicato all’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione, il Festival della Creatività (a Firenze a partire da oggi 15 ottobre, fino a domenica 18)  ha invitato i paesi europei e presentare le proprie iniziative.
Per l’Italia, è stato selezionato il concorso fotografico – IMAGO Europae – dedicato alla creatività urbana.
Vi ricorda qualcosa, non è vero? ;)
Nel corso tutto l’evento, verranno presentate, in un elaborato video, le foto partecipanti, e sarà possibile ammirare le foto vincitrici, tra cui la nostra ” Spazi pubblici e Sfere pubbliche” (che grazie al vostro voto si è aggiudicata il terzo posto).
Quindi, nel caso vi fosse sfuggita, la potrete vedere, ancora una volta,  qui.
15-18 Ottobre
Festival della Creatività 2009 – Città Future City
Fortezza da Basso – Firenze – Padiglione Cavaniglia
12
Ott
09

S.O.S – Pension by Space on sail @Frieze (London 15 – 18 October)

The “glasnost” and the value of the selection process in “Open Call by Brina Thurston

Next Friday, 16 October, our last project S.o.S – Pension will be presented within the framework of Frieze Projects at the 2009 Frieze Art Fair, by the artist Brina Thurston (under Filipa Oliveira and Miguel Amado curatorship) as part of the project “Impossibile Exchange“, aimed to play on the transactional nature of the art fair. From their stand, visitors will be invited to engage in a number of activities that reverse or subvert the usual exchange of money for goods or services.

Spaceonsail_S

“Open Call” – Concept:

Brina Thurston’s Open Call considers the ostensibly democratic process by which art institutions invite artists to submit works to be considered for exhibition, but in which many factors other than quality and merit operate.

Transporting what happens behind closed doors to a public arena, this project consists of an open call to artists that are not included in the 2009 Frieze Art Fair and the presentation in a booth of all the proposals submitted for one day.

Thurston queries the existing logic of open calls by providing exposure opportunities for a range of artists outside of the gallery system and shifting the power of selection to the artist.

Space On Sail partecipated with over 400 artists over the world submitting its work S.o.S – Pension via the Internet.

The images will be organized and reviewed live at the booth of “Impossible Exchange by a panel of artists, curators, writers and general public.

As you know, It’s a common practice for today’s artist to submit their work to countless calls for exhibitions; what happens after their work is sent off is veiled process to which Open Call offers-up one possibility.

IN THIS CASE, WE ALL MADE IT INTO THE SHOW!

Frieze Art Fair takes place every October in Regent’s Park, London. The fair showcases new and established artists to an international audience.

From thursday 15 to sunady 18 October  2009 Frieze Art Fair will feature over 150 of the most exciting contemporary art galleries in the world. The fair also includes specially commissioned artists’ projects, a prestigious talks programme and an artist-led education schedule.


Something about S.o.S – Pension


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“The Life stream(ing) is substituting the Real Life. Only what we see it does exist. The iper-realism is changing the private life and the public and political ones with strong consequences: there is a tremendous trend that can be defined as the emotions synchronization. Everything must happen live . People obtain divine characteristics: ubiquity and immediacy. But these are God own attributes that if given to human beings create an in-human condition. What’s left? Not so much. After some adjustments we are ready for another emotional earthquake. Speed is a way of seeing. And politics tends toward iper-realism. Even better, the political system belongs to this trend. Democracy, as we have been used to it, with opinions build through debates and representatives voted on the basis of their programs, could disappear. We are going towards an endless-shock politic system, that speak to the people needs.” (Paul Virilio).

How can we escape from this obedience?

We need to learn how to distinguish opinions from emotions. Emotion is a reaction and not a careful consideration.

Life/Live is a concept that involves resistance. It is not an absolute resistance because it is based on the knowledge that “live” is a part of the “real life”. We live a life where Live (the show acted/viewed/broadcasted/shared) rules on Life (the real life, lived).

The result will be an opposition when Live overcomes Life; then we must resist to the increasing speed of living. How?

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S.o.S. – PENSION

S.o.S  - Pension is a system (based on the principle of brake/friction of climbing equipment) that allows an evident resistance, as element of urban resistance.

The concept consists on a new interpretation of the single seesaw project. A body harness that allows the rising of the “resisting person“. In that moment the “resisting person” rises up from the ground and offers himself to the slowdown. In the same time he becomes a visible sign of resistance.

In this context the city will be a place of resistance. The performers will choose places where it is possible the free “S.o.S. – Pension” and they will indicate them with their presence.

29
Set
09

“io lo vedo così”: il nostro approccio al più classico dei musei torinesi

Giovedì scorso, 24 settembre, si è conclusa “Io lo vedo così” l’iniziativa, promossa dal Museo Civico di Arte Antica e Palazzo Madama di Torino che ha permesso, a partire dallo scorso 21 luglio e per tutto il mese d’agosto di fotografare le collezioni ospitate al loro interno, con modalità più “libere” rispetto a quelle solitamente previste dal regolamento museale (pertanto è stato ammesso l’utilizzo di cavalletti e flash ed è stata “concessa” la possibilità di interagire con le opere).

Abbiamo giocato anche noi, per un giorno, inseguendoci per le stanze di uno degli edifici più ricchi di storia del patrimonio cittadino e cercando di sfruttare l’opportunità di raccontare, con il nostro “sguardo”, come vorremmo sia vissuto e concepito uno spazio museale: con spirito ludico, informale e partecipativo.

Noi ci siamo divertiti molto, anche se per poche ore, e vorremmo poteste farlo, avendone più spesso l’opportunità, anche voi.

Ecco i nostri scatti migliori:

Caterina e io

Caterina e io

Se vuoi tirare, tira, ma non sbagliare mira

Se vuoi tirare, tira, ma non sbagliare mira

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Curiosity killed the cat?

Art is the elevator

Art is the elevator

Ajna chakra -Terzo occhio

Ajna chakra - Terzo occhio

Invece il set completo con le immagini dei  nostri giochi lo potete trovare QUI. :)

25
Set
09

“10 litri” finalista al Pecci di Prato per la 17°edizione di Videominuto

10 litri cover

Continua il Giro d’Italia di “10 litri”, il nostro video realizzato qualche mese fa sul tema del risparmio idrico.

Sabato 26 settembre,  a partire dalle ore 21.30 ci saremo anche noi tra i finalisti ospitati negli spazi del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Videominuto è una rassegna internazionale, arrivata alla sua XVII edizione, di video produzioni esclusivamente della durata di un minuto.

L’obiettivo del Festival è quello di indagare quanto la brevità del formato, quale unico imposto, possa condizionare la video opera in termini di incisività, scelte stilistiche e contenuti.

La selezione dei video è costituita da opere video di formato e linguaggio totalmente liberi e non sottoposti a alcuna forma di censura.

La giuria, mista, è composta da giurati popolari estratti a sorte tra il pubblico e da giornalisti e autori del panorama italiano.

A partire dalla sua prima edizione del 1992, Videominuto PopTV, happening articolato come un programma tv “live”, è ormai diventato uno degli appuntamenti video più importanti sul territorio nazionale e sicuramente tra quelli che raccolgono più successo in termini di pubblico.

Il Festival è organizzato dall’emittente radiofonica toscana Controradio, dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci e dall’ associazione culturale GRAV, in collaborazione con la Provincia e il Comune di Prato

Il programma completo di Videominuto 2009 lo potete scaricare qui.

Allora ci si vede domani sera da quelle parti? ;)

[EDIT: Il live blogging della serata potete leggerlo QUI.

Mentre QUI, invece, una selezione di scatti.]



23
Set
09

Medaglie di bronzo e dinamiche partecipative

A distanza di una settimana dalla chiusura del concorso fotografico Imago Europae 2009, cerchiamo di tirare le somme e di condividere alcune riflessioni in merito allo svolgimento di un contest inserito nelle dinamiche di uno dei social network più diffusi al mondo.

Dopo la selezione della nostra fotografia Spazi pubblici e sfere pubbliche” il Coordinamento Toscano di Europe Direct ci ha comunicato (insieme ad altri 120 partecipanti) che la votazione delle nostre produzioni, da parte della “giuria popolare” sarebbe avvenuta attraverso la piattaforma di Facebook.

L’assimilazione dei due concetti (“giuria popolare” e “popolo di Facebook”) ci ha offerto l’opportunità di fare il punto sulla diffusione del social network e sul suo utilizzo per attività di questo genere.

Premesso che Space On Sail, ad oggi, non possiede una Pagina Facebook, e, in qualità di soggetto “collettivo”, manifesta posizioni eterogenee in merito all’utilizzo e alla fruizione dei social network in generale, il dibattito si è dimostrato articolato anche al nostro interno.

COSA È SUCCESSO:

La procedura di voto era suddivisa in due momenti distinti, ma non intuitivi, che hanno creato alcuni problemi a buona parte dei nostri contatti.

Infatti, per esprimere la preferenza attraverso l’assegnazione dei “like”(mi piace), introdotta da relativamente poco tempo all’interno della piattaforma, occorreva necessariamente affiliarsi al gruppo creato ad hoc per il contest e, solo a seguito di questo passaggio, la preferenza poteva essere espressa e registrata validamente.

Consapevoli del fatto che i tempi di lettura e i parametri di attenzione relativi alla comunicazione all’interno dell’ambiente di Facebook possono essere molto ridotti (…e dimostrandoci realistici sul livello di “disattenzione” medio) abbiamo cercato di comporre un messaggio che risultasse il più possibile personalizzato (per singoli contatti o categorie omogenee) da inviare ai nostri “amici”, in grado di spiegare la procedura di partecipazione ma anche di trasmettere lo spirito del concorso e il significato della nostra scelta fotografica.

Nonostante il periodo di riferimento fosse quello a cavallo delle vacanze estive i feedback sono stati abbastanza immediati, in particolare, e inaspettatamente, quelli provenienti dai nostri contatti più “distanti” con i quali l’occasione del contest si è rivelata elemento utile per poi dirottare la comunicazione su aspetti personali e relazionali.

Una serie di reminder più o meno ripetuti dopo il periodo delle ferie, ha ci ha permesso, poi, di recuperare anche i voti di chi non aveva percepito l’effettiva “importanza” della nostra richiesta.

Successivamente, e in vista dello scadere dei termini di concorso (in seguito prorogati) abbiamo incominciato a diffondere la nostra richiesta utilizzando altri social network (in particolare Friendfeed e Twitter).

Questo tipo di comunicazione ha ingenerato una dinamica che ha coinvolto (e forse anche incuriosito) soggetti con cui non era ancora stata instaurata una relazione tale da “autorizzarci” alla richiesta del voto.

Durante gli ultimi giorni, un appello diretto pubblicato sul blog personale di uno dei membri del collettivo ha permesso di “raccogliere” le ultime preferenze, di diffondere la causa anche tra i contatti di secondo grado (ovvero ai “contatti dei contatti”, per intenderci) e a creare nuove relazioni con nuovi soggetti simpatizzanti all’iniziativa.

Infine, allo scadere della chiusura del concorso un countdown dell’ultima ora (reso più “avvincente” anche dalla parità di voti con un altro concorrente) ha coinvolto una serie di soggetti online e offline che si sono prodigati nel farci superare la soglia di pareggio, permettendoci di arrivare a un sudatissimo terzo posto.

ALCUNE OSSERVAZIONI:

  • a nostro avviso, il sistema utilizzato potrebbe essere facilmente “drogato” attraverso la proliferazione di account fake. Non conosciamo le modalità attraverso le quali il Comitato si sia accertato del corretto svolgimento delle procedure; di fatto, il vincitore del primo premio è stato decretato immediatamente qualche minuto dopo la chiusura delle votazioni.
  • rendere visibili esclusivamente su Facebook le fotografie selezionate (e su Flickr ma senza possibilità di votazione) ci è parsa una scelta riduttiva per le potenzialità del concorso.
  • per molti utenti, in particolare quelli più consapevoli delle dinamiche della Rete, la necessaria iscrizione al gruppo è stata percepita come un escamotage non felicissimo, da parte del Comitato toscano, per aumentare il proprio seguito e, considerate inoltre le note modalità di notifica della piattaforma, attività potenzialmente pericolosa per la generazione di un flusso di spam.

Occorre sottolineare, invece, che l’inserimento del concorso all’interno di un social network, a prescindere dal risultato ottenuto nelle votazioni, permette di sfruttare un’opportunità non propriamente convenzionale per fare una buona pubblicità alle proprie produzioni, avendo modo, potenzialmente (anche se a nostro avviso i “tempi” di Facebook non sono particolarmente “riflessivi”), di raccogliere feedback in merito all’opera, generare una discussione e rendere la propria audience partecipe e non solo passivamente fruitrice.

Ci teniamo a sottolineare che, a nostro avviso, la linea di demarcazione tra il coinvolgimento attivo e lo spam (con il rischio di declassare il valore dell’iniziativa), in casi come questo, è davvero sottilissima.

Ci domandiamo, quindi,  rivolgendoci agli “architetti” della comunicazione e lieti di potere avere qualche parere in merito, su come si potrebbe sviluppare, all’interno del social network utilizzato, una modalità e una procedura comunicativa ma soprattutto partecipativa in grado di registrare e riportare le preferenze dei soggetti coinvolti in merito ad un determinato tema ma con una struttura più articolata di quella di un semplice sondaggio.

Infine, oltre a ringraziare, in questa sede, tutti gli amici che ci hanno supportato (e sopportato), i conoscenti che si sono lasciati coinvolgere e tutte le persone conosciute durante questo percorso, ci piacerebbe non interrompere il dialogo appena nato; saremmo quindi interessati e disponibili per chiacchiere oziose e sfiziose :) in merito all’iniziativa, alle nostre (e altrui) fotografie e alle dinamiche dei social network in ambito creativo.

Ci piacerebbe, inoltre, avere l’opportunità di raccontare questa piccola storia magari utilizzando questa modalità oppure questa.

Questo post ha tratto particolarmente spunto e ispirazione da una precedente esperienza raccontata nei mesi passati da Lafra (aka Francesca Casadei).

Grazie per le utilissime suggestioni. :)

09
Set
09

Monferrando

Una passeggiata per le strade meno conosciute del Basso Monferrato Astigiano.

Ci siamo persi tra pievi romaniche e colline;  abbiamo scoperto, sostando qualche ora, l’ospitalità di Capriglio: un piccolo borgo, di circa trecento abitanti, che, oggi, è diventato un polo turistico d’eccellenza.

Visitando le aule della vecchia scuola elementare abbiamo ripercorso, attraverso gli oggetti e le atmosfere della vita quotidiana, gli aspetti della condizione femminile del 19° secolo e raccolto le testimonianze di chi si è dedicato allo studio e alla catalogazione di uno dei fenomeni architettonici più singolari della zona.

Cartoline, istantanee, appunti di viaggio, con l’intento di descrivere la nostra esperienza.

Ne è nato un video-racconto, “Monferrando” con cui abbiamo partecipato alla sesta edizione del concorso “Parchi in Campo” organizzato dal Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, nell’ambito del Marcarolo Film Festival 2009.

La manifestazione, iniziata il 1° settembre e che si concluderà domenica 13, propone al pubblico proiezioni di film e documentari a tematica ambientale, naturalistica e socio-antropologica; incontri con gli autori e la seconda edizione del workshop “Sotto il castagno di Marcarolo”. Il Festival ospiterà, inoltre, il regista Daniele Gaglianone con “Rata nece biti” (Non ci sarà la guerra), vincitore del David di Donatello 2009 come miglior documentario.


02
Ago
09

Imago Europae 2009 – spazi pubblici e “sfere pubbliche” [prorogati i termini del concorso]

SPAZI PUBBLICI E “SFERE PUBBLICHE” Milano, Aprile 2008 – Interno Via Tortona

SPAZI PUBBLICI E “SFERE PUBBLICHE” Milano, Aprile 2008 – Interno Via Tortona

In occasione dell’Anno Europeo della Creatività e Innovazione, qualche settimana fa abbiamo partecipato alla seconda edizione del concorso fotografico “Imago Europae 2009″, dedicato al tema della Creatività Urbana.

L’obiettivo principale del concorso è stato quello di far conoscere l’Europa attraverso le sue città evidenziando l‘identità locale inconfronto e in relazione a quella europea, rendendo visibili all’interno di contesti urbani in settori come l’architettura, i trasporti, gli stili di vita, uno dei quattro elementi del Manifesto delle Idee di Munari, ovvero: Fantasia, Creatività, Invenzione e Immaginazione.

Abbiamo di deciso di utilizzare una foto (che il regolamento del concorso ci ha permesso di rimaneggiare), scattata lo scorso aprile a Milano, durante le giornate del Fuorisalone,  di un’installazione scoperta in un interno di Via Tortona.

PERCHE’ ABBIAMO SCELTO QUESTA FOTO:

Molto spesso, strade e piazze delle nostre città rischiano di essere svuotate dal loro significato e di essere  vissute esclusivamente  come luoghi di passaggio o semplici attraversamenti.

Lo spazio pubblico, invece, è anche un complesso di relazioni, un terreno di crescita culturale e personale con cui necessariamente confrontarsi.

La riappropriazione, non solo fisica, del contesto urbano,  presuppone la possibilità di fruirne e di interagire con esso amplificandone il ruolo di collettore della partecipazione cittadina, cartina tornasole dell’evoluzione delle dinamiche sociali e dell’emersione di forme di espressione e produzione culturale.

Il design pubblico diventa strumento per facilitare l’intersezione tra due (o più) sfere (quella pubblica e quella privata)  generando sinergie trasversali.

I colori, che abbiamo aggiunto, rappresentano invece la pluralità che, partecipando,”illumina” lo spazio rendendo corale la proposta di cambiamento.

IL CONCORSO:

La nostra foto è stata selezionata tra le 370 ricevute, per essere sottoposta all’assegnazione del premio della giuria popolare di cui “anche” tu sei parte.

Se la foto ti piace, chiediamo il tuo supporto votandola sulla pagina Facebook appositamente creata dal coordinamento di Europe Direct , attraverso questi veloci passaggi :

-Iscriviti al gruppo “VOTA! Imago Europae Creatività urbana” o diventa amico di “Europe Direct Firenze”

-Vota la nostra foto cliccando sulla scritta “Mi piace”.

Le votazioni si chiuderanno il 4 settembre. [EDIT: i termini del concorso sono stati prorogati fino a lunedì 14 settembre]

Rimaniamo a tua disposizione per qualsiasi informazione aggiuntiva sul progetto e saremmo anche curiosi di sapere quale è la tua opinione in merito.

Infine, se vai in vacanza, ti auguriamo giorni belli e luminosi.

Buona Estate.

13
Lug
09

Space On Sail meets PerformingMediaLab

E finalmente, con l’arrivo dell’estate, giovedì scorso, 9 luglio,  siamo riusciti non solo ad incontrare, ma soprattutto a brindare ripetutamente con i ragazzi del PerformingMediaLab di via Salgari n. 7  (Torino, ça va sans dire).

Lo spazio, che ha sede presso un bene confiscato alla mafia, è diventato un laboratorio permanente finalizzato alla promozione di un utilizzo sociale dei nuovi (e anche dei vecchi) media. Citiamo quello che leggiamo sui flyer di presentazione dell’evento:

“L’accessibilità e la padronanza dei mezzi di comunicazione sono la precondizione per poter fruire e produrre contenuti”.

In particolare: cultura dell’informazione, promozione sociale, educazione alla cittadinanza, sono le tematiche a cui AlessandroGreta e gli altri ragazzi responsabili del centro, si sentono particolarmente legati.

L’aperitivo è stato accompagnato da musica rigorosamente in CC, dal cibo preparato dal circolo ARCI Harry Loman e si è concluso con un Lan Party davvero d’altri tempi!

Greta Bocca e alla sua disponibilità il nostro grazie più sentito.

19
Giu
09

I Realize: Disrupt to Rebuild

On last June 9th and 10th, Space on Sail attended IRealize: the two day meeting managed by Topix at the Virtual Reality  & Multimedia park, Corso Lombardia, Turin.

Quoting the description available on the website of the event:

“Two days aimed at identifying unsolved problems, suggesting possible (technological?) solutions and stimulating the creation of new disruptive start-ups in different fields: Eating, Moving and Interacting , Growing (with three sub-divisions: Design/Media/wellness”

Notably, during the first day, Space on Sail attended the Media panel titled: Cogito, ergo sum and/or Carpe diem (i.e. are we really growing) managed by Jasper Bouwsma.

Contest:

We are surrounded by media and much can be obtained not only for free but also on different platforms… free newspapers, iPhone, TV, YouTube and so on. The amount of information is overwhelming, sometimes even scary. Where is this going? How does/will this influence us and the world around us?
In this workshop we move away from our own personal experience and opinion and look from at three generations represented by personas that very roughly sketch the diversity in needs within the society.

Our tasks:

To design and to visualize 3 maps about Needs, Existing Answers and Disruptive solutions.

Our goal:

Trying to answer the following question with an innovative solution: “Individual growth and development is subject to an increasing number of inputs both on the intellectual side and on the physical side and psychological side, but we are really growing”?

Methodology:

First of all in order to investigate customers’ needs we wonder: nowadays what do media represent for us?

Several points of view rose up:

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We agreed that the definition of Media includes EVERYTHING where the main three elements are: Where (Home, moving or @Destination) /Relevance (Personal, Social and Economic) /Engagement (Active/Passiv).

We have been able to convert this information in one 3D matrix

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Are there already some existing solutions?

“The best way to predict the future  is to design it”(Buckminster Fuller)

Notably, we found the possibility to find a solution inside the word EVERYWHERE, that means that the dimensional aspect of our matrix could be preferentially considered as a place (not only physical) where to find inspiration.

But after that, how about disruptive solutions?

What is disruption?

Furthermore in what kind of disruptor are we?

We highlighted some categories:

-Revolutionary or discontinuous? An innovation that creates a new market by allowing customers to solve problems in a radically brand new way.

-Evolutionary? An innovator that finally improves products on an existing market in ways that customers were expecting?

-Distruptive? An innovator that creates a new and unexpected market by applying a different set of values?

In our analysis we would focus on 2 levels: Economic & Emotional.

We have been focusing on the aspect related to dynamics involving both the audience and the consumer on the cultural market. We have also been considering how to reverse dynamics from the top to the bottom and assuming a way to influence the decision making procedure for the distribution and support of any cultural products (more information about the project will follow);  where our disruptive “sweet” point in business concerning services managing roles & networks.

During the second day Space on Sail had the opportunity to meet all the speakers at attending the conference and listen the other panel presentations. Notably, in our panel: Elio, Kai Zen and our coach Jasper Bouwsma discussed our proposals and shared with us their insights.

Key words: inspiration, suggestions, motivating and also… the opportunity to meet and build relations with new “disruptive” partners.

We could also sum up in just two words our impressions about the staff, the location and the catering services: simply excellent.

…and, the last but not the least,  to be definitely honest we have appreciated also the gadgets distributed along the day!

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A special thanks to Alessio Jacona

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