29
gen
10

ready – set – go to kublai camp 2010

Si, ci saremo anche noi a Roma a  partire da domani sera con il warm up della Kublai Night , e per tutta la giornata di sabato 30 gennaio al Kublai Camp 2010.

Parteciperemo, per la prima, volta a  uno dei camp  più articolati della Rete e per guardare negli occhi molte delle persone che ci hanno seguito nel nostro percorso iniziato circa un anno fa.

Ascolteremo con attenzione alcune conferenze che ruoteranno non solo intorno al tema della creatività ma anche alle problematiche più o meno pratiche che rappresentano il “dark side” in cui spesso ci imbattiamo nella quotidiana lotta per la realizzazione dei nostri progetti.

Non contenti, però, abbiamo deciso, nel più classico spirito Space on Sail, di andare a giocare anche noi nel Pitch Club, pertanto, sabato mattina  ci vedrete mentre ci aggireremo rantolanti nel tentativo di presentare Exploring Democracy (tra qualche giorno uploaderemo tutti i materiali anche qui sopra) in 200 secondi netti. Se ci incontrate sappiate che una  bombola d’ossigeno o qualche ricostituente  saranno doni  ben accetti.

Infine,  nel pomeriggio, racconteremo la nostra esperienza come gruppo di lavoro con la testa ben piantata tra le nuvole, condividendo le nostre storie, le nostre idiosicrasie e le nostre manie nella sessione conclusiva Lavorare sulla nuvola – The Way I Work Stories”: storie di progetti e progettisti che usano gli strumenti disponibili in rete per lavorare e collaborare.

Ci sembra ce ne sia abbastanza per uscirne a quattro zampe.

Vi racconteremo tutto, promesso, voi però, se passate da quelle parti, non dimenticate di venire a fare il tifo per noi.

25
gen
10

no more cosmopolitan for me

A Bari, durante il primo Meeting Mondiale dei Giovani, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla lecture della sociologa e economista Sakia Sassen. Abbiamo riflettuto sulle evoluzioni della globalizzazione ma anche su quale significato attribuire, oggi, al termine “cosmopolita”.

È appena terminato il primo Meeting Mondiale dei Giovani per un Futuro Sostenibile. Space on Sail era presente con altri 1500 agenti di cambiamento provenienti da oltre 163 paesi del mondo.

Il sottotitolo, in esperanto, Ni, mondlokaj civitano,- (noi cittadini globali – locali) parlava abbastanza chiaro.

Un laboratorio globale (12 workshop raggruppati in in cinque macro-tematiche) urlato a gran voce da una calda e ospitale Bari, caput mundi, per tre giorni, di nuovi processi creativi per stimolare progressi in campo politico, sociale e culturale.

Saskia Sassen ha introdotto il meeting con una domanda che  rivolgiamo prima di tutto a noi stessi: “La particolarità locale può diventare globale?”.

L’instabilità attuale apre la possibilità di creare una globalità emergente, consapevole e più soggettiva dove l’interazione e l’interdipendenza tra i vari soggetti genera una nuova rete globale e dove i rappresentanti del “non-potere” possono potenzialmente prendere l’iniziativa per formulare nuove domande sociali che riflettono esigenze locali.

In un mondo in cui l’ “open-source” crea nuove piattaforme di sviluppo e dove potrebbe non essere più “così” necessario essere “mobile”, né viaggiare, né conoscere le lingue, nasce invece l’esigenza di collegare, comunicare e scambiare, creando una “distributed capacity” che si diffonde, ora, in modo orizzontale.

Michelangelo diceva che la sfida stava nel cercare la scultura all’interno della pietra, noi saremo disposti a raccogliere la sfida e cercare la “forma” in ciò che sta davanti ai nostri occhi?

E soprattutto, ci sentiremmo pronti ad abbandonare la vecchia etichetta di cosmopolita per cercarne una più aggiornata?

ps: Andrea ne parla anche qui

20
gen
10

S.o.S wallpaper

Ci eravamo lasciati lo scorso anno con la promessa di qualche di novità in arrivo.

Iniziamo noi, con un piccolo dono.

Per dimostrarvi quanto vi siamo vicini abbiamo disegnato un wallpaper che ci permetta di stare sotto i vostri occhi (in silenzio, lo promettiamo) e di tenervi compagnia durante l’anno appena incominciato.

Lo potete scaricare liberamente qui, in quattro formati differenti.

Per quanto riguarda la sua ideazione potremmo parlare di mission e di vision, sviscerare i significati reconditi del colore dei lillà, raccontarvi cosa si nasconde dietro quella trama appena accennata. Ci sarà tempo.

Per ora vi basti sapere che questo sfondo per desktop è figlio di un difetto di comunicazione interna e di un ritocco su un monitor non calibrato.

E proprio per questo ci è piaciuto.

Speriamo anche a voi.

30
dic
09

ctrl+alt+recycle

Il riciclo come forma mentis, come capacità di dare una nuova vita alle cose.

Sensibili al tema, abbiamo risposto alla chiamata del concorso ”Ogni cosa è un’altra” (indetto dall’Informagiovani di Deruta , dalla Cooperativa Onda, dai Comitati di negozio Soci Coop di Ponte San Giovanni e Bastia Umbra) realizzando “Ctrl+Alt+Recycle”: elaborato grafico destinato alla stampa su buste di stoffa* distribuite presso le Coop delle provincia di Perugia.

Con un occhio di riguardo ad un web che ci piacerebbe vedere sempre più green, grazie anche una riduzione dei rifiuti elettronici, a un riuso intelligente dei pc e open source e con la speranza che pratiche di ecologia partecipativa possano diffondersi in maniera capillare contribuendo a aumentare la coscienza ambientale, ci congediamo anche noi da questo 2009, ricchissimo di spunti, non privo di fatiche e, in tasca, qualche traguardo realizzato.

Vi ringraziamo per averci seguito fin qui e vi aspettiamo, scalpitando, per aprire le danze del nuovo decennio.

*Con l’introduzione di una normativa a carattere europeo volta alla regolamentazione e al controllo del ciclo dei rifiuti che prevede la sostituzione, entro il 2010, di tutti i sacchetti in polietilene con materiali biodegradabili (EN13432:2000/AC:2005), viene finalmente riconosciuta l’importanza della promozione di una cultura del riutilizzo e della compatibilità ambientale in ogni aspetto della catena produttiva e commerciale.

09
dic
09

Ritratti di incertezza

Stimolati dal concorso promosso dal CSI Piemonte nell’ambito del convegno dedicato, quest’anno, al tema dell’ “Incertezza, abbiamo presentato una selezione di ritratti fotografici rappresentativi di una delle sensazioni che ha maggiormente dominato l’anno che sta per concludersi.

Tre soggetti compongono “Il Trittico dell’Incertezza”: la sconfitta, l’equilibrio precario, l’irresolutezza.

Sarebbe d’obbligo citare Bauman anche se noi nella “liquidità” ci navighiamo bene e per un’identità persa potremmo trovarne almeno cento nuove.

È un compito individuale uscire fuori dall’incertezza (ma siamo sicuri sia necessario?) .