C’è un letto sfatto ad accogliervi dove (ce lo auguriamo) ci siamo passati tutti.
Non siamo ancora sicuri, invece, che tutti abbiano già intrapreso il viaggio di ritorno per ristabilire lo status quo esemplare non tanto di una scelta personale quanto di una negoziazione con l’ordine sociale e con i suoi significati.
Corpo umano come progetto, investimento e rifugio modulabile.
Ma non si sta facendo una ricerca artistica questa volta.
Ci addentriamo con molta umiltà e grazie all’occasione offertaci da Anna Maria Pecci, in collaborazione con Gianluigi Mangiapane e Andrea Perin nel territorio dell’etnografia; ci misuriamo nella rappresentazione di un rito di passaggio a un anno dal centenario dalla pubblicazione dell’opera di Arnold van Gennep.
Nel contesto della collettiva “Oggi, nel corso della vita. Riti di Passaggio” a cura di Pietro Clemente e Vincenzo Padiglione, nell’ambito del congresso nazionale SIMBDEA (Società Italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici), ci siamo occupati del progetto grafico a supporto dell’installazione “Verginità, di ritorno“.
Il percorso ideato dai curatori segue le tre fasi descritte da van Genepp (Separazione, Margine, Riaggregazione): oggetti, cataloghi, materiali descrittivi e immagini sono fruibili direttamente dal visitatore, abbandonando la funzione decorativa per rappresentare un’ipotesi sperimentale di future modalità di indagine.
Ci trovate a Matera dal 30 settembre al 2 ottobre al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi – Sala delle Arcate. Con la speranza che sia, anche per voi, come la prima volta.




