Archivio per la categoria 'Public Art'

12
ott
09

S.O.S – Pension by Space on sail @Frieze (London 15 – 18 October)

The “glasnost” and the value of the selection process in “Open Call by Brina Thurston

Next Friday, 16 October, our last project S.o.S – Pension will be presented within the framework of Frieze Projects at the 2009 Frieze Art Fair, by the artist Brina Thurston (under Filipa Oliveira and Miguel Amado curatorship) as part of the project “Impossibile Exchange“, aimed to play on the transactional nature of the art fair. From their stand, visitors will be invited to engage in a number of activities that reverse or subvert the usual exchange of money for goods or services.

Spaceonsail_S

“Open Call” – Concept:

Brina Thurston’s Open Call considers the ostensibly democratic process by which art institutions invite artists to submit works to be considered for exhibition, but in which many factors other than quality and merit operate.

Transporting what happens behind closed doors to a public arena, this project consists of an open call to artists that are not included in the 2009 Frieze Art Fair and the presentation in a booth of all the proposals submitted for one day.

Thurston queries the existing logic of open calls by providing exposure opportunities for a range of artists outside of the gallery system and shifting the power of selection to the artist.

Space On Sail partecipated with over 400 artists over the world submitting its work S.o.S – Pension via the Internet.

The images will be organized and reviewed live at the booth of “Impossible Exchange by a panel of artists, curators, writers and general public.

As you know, It’s a common practice for today’s artist to submit their work to countless calls for exhibitions; what happens after their work is sent off is veiled process to which Open Call offers-up one possibility.

IN THIS CASE, WE ALL MADE IT INTO THE SHOW!

Frieze Art Fair takes place every October in Regent’s Park, London. The fair showcases new and established artists to an international audience.

From thursday 15 to sunady 18 October  2009 Frieze Art Fair will feature over 150 of the most exciting contemporary art galleries in the world. The fair also includes specially commissioned artists’ projects, a prestigious talks programme and an artist-led education schedule.


Something about S.o.S – Pension


Model-01INTRO

“The Life stream(ing) is substituting the Real Life. Only what we see it does exist. The iper-realism is changing the private life and the public and political ones with strong consequences: there is a tremendous trend that can be defined as the emotions synchronization. Everything must happen live . People obtain divine characteristics: ubiquity and immediacy. But these are God own attributes that if given to human beings create an in-human condition. What’s left? Not so much. After some adjustments we are ready for another emotional earthquake. Speed is a way of seeing. And politics tends toward iper-realism. Even better, the political system belongs to this trend. Democracy, as we have been used to it, with opinions build through debates and representatives voted on the basis of their programs, could disappear. We are going towards an endless-shock politic system, that speak to the people needs.” (Paul Virilio).

How can we escape from this obedience?

We need to learn how to distinguish opinions from emotions. Emotion is a reaction and not a careful consideration.

Life/Live is a concept that involves resistance. It is not an absolute resistance because it is based on the knowledge that “live” is a part of the “real life”. We live a life where Live (the show acted/viewed/broadcasted/shared) rules on Life (the real life, lived).

The result will be an opposition when Live overcomes Life; then we must resist to the increasing speed of living. How?

Model-02

S.o.S. – PENSION

S.o.S  - Pension is a system (based on the principle of brake/friction of climbing equipment) that allows an evident resistance, as element of urban resistance.

The concept consists on a new interpretation of the single seesaw project. A body harness that allows the rising of the “resisting person“. In that moment the “resisting person” rises up from the ground and offers himself to the slowdown. In the same time he becomes a visible sign of resistance.

In this context the city will be a place of resistance. The performers will choose places where it is possible the free “S.o.S. – Pension” and they will indicate them with their presence.

23
set
09

Medaglie di bronzo e dinamiche partecipative

A distanza di una settimana dalla chiusura del concorso fotografico Imago Europae 2009, cerchiamo di tirare le somme e di condividere alcune riflessioni in merito allo svolgimento di un contest inserito nelle dinamiche di uno dei social network più diffusi al mondo.

Dopo la selezione della nostra fotografia Spazi pubblici e sfere pubbliche” il Coordinamento Toscano di Europe Direct ci ha comunicato (insieme ad altri 120 partecipanti) che la votazione delle nostre produzioni, da parte della “giuria popolare” sarebbe avvenuta attraverso la piattaforma di Facebook.

L’assimilazione dei due concetti (“giuria popolare” e “popolo di Facebook”) ci ha offerto l’opportunità di fare il punto sulla diffusione del social network e sul suo utilizzo per attività di questo genere.

Premesso che Space On Sail, ad oggi, non possiede una Pagina Facebook, e, in qualità di soggetto “collettivo”, manifesta posizioni eterogenee in merito all’utilizzo e alla fruizione dei social network in generale, il dibattito si è dimostrato articolato anche al nostro interno.

COSA È SUCCESSO:

La procedura di voto era suddivisa in due momenti distinti, ma non intuitivi, che hanno creato alcuni problemi a buona parte dei nostri contatti.

Infatti, per esprimere la preferenza attraverso l’assegnazione dei “like”(mi piace), introdotta da relativamente poco tempo all’interno della piattaforma, occorreva necessariamente affiliarsi al gruppo creato ad hoc per il contest e, solo a seguito di questo passaggio, la preferenza poteva essere espressa e registrata validamente.

Consapevoli del fatto che i tempi di lettura e i parametri di attenzione relativi alla comunicazione all’interno dell’ambiente di Facebook possono essere molto ridotti (…e dimostrandoci realistici sul livello di “disattenzione” medio) abbiamo cercato di comporre un messaggio che risultasse il più possibile personalizzato (per singoli contatti o categorie omogenee) da inviare ai nostri “amici”, in grado di spiegare la procedura di partecipazione ma anche di trasmettere lo spirito del concorso e il significato della nostra scelta fotografica.

Nonostante il periodo di riferimento fosse quello a cavallo delle vacanze estive i feedback sono stati abbastanza immediati, in particolare, e inaspettatamente, quelli provenienti dai nostri contatti più “distanti” con i quali l’occasione del contest si è rivelata elemento utile per poi dirottare la comunicazione su aspetti personali e relazionali.

Una serie di reminder più o meno ripetuti dopo il periodo delle ferie, ha ci ha permesso, poi, di recuperare anche i voti di chi non aveva percepito l’effettiva “importanza” della nostra richiesta.

Successivamente, e in vista dello scadere dei termini di concorso (in seguito prorogati) abbiamo incominciato a diffondere la nostra richiesta utilizzando altri social network (in particolare Friendfeed e Twitter).

Questo tipo di comunicazione ha ingenerato una dinamica che ha coinvolto (e forse anche incuriosito) soggetti con cui non era ancora stata instaurata una relazione tale da “autorizzarci” alla richiesta del voto.

Durante gli ultimi giorni, un appello diretto pubblicato sul blog personale di uno dei membri del collettivo ha permesso di “raccogliere” le ultime preferenze, di diffondere la causa anche tra i contatti di secondo grado (ovvero ai “contatti dei contatti”, per intenderci) e a creare nuove relazioni con nuovi soggetti simpatizzanti all’iniziativa.

Infine, allo scadere della chiusura del concorso un countdown dell’ultima ora (reso più “avvincente” anche dalla parità di voti con un altro concorrente) ha coinvolto una serie di soggetti online e offline che si sono prodigati nel farci superare la soglia di pareggio, permettendoci di arrivare a un sudatissimo terzo posto.

ALCUNE OSSERVAZIONI:

  • a nostro avviso, il sistema utilizzato potrebbe essere facilmente “drogato” attraverso la proliferazione di account fake. Non conosciamo le modalità attraverso le quali il Comitato si sia accertato del corretto svolgimento delle procedure; di fatto, il vincitore del primo premio è stato decretato immediatamente qualche minuto dopo la chiusura delle votazioni.
  • rendere visibili esclusivamente su Facebook le fotografie selezionate (e su Flickr ma senza possibilità di votazione) ci è parsa una scelta riduttiva per le potenzialità del concorso.
  • per molti utenti, in particolare quelli più consapevoli delle dinamiche della Rete, la necessaria iscrizione al gruppo è stata percepita come un escamotage non felicissimo, da parte del Comitato toscano, per aumentare il proprio seguito e, considerate inoltre le note modalità di notifica della piattaforma, attività potenzialmente pericolosa per la generazione di un flusso di spam.

Occorre sottolineare, invece, che l’inserimento del concorso all’interno di un social network, a prescindere dal risultato ottenuto nelle votazioni, permette di sfruttare un’opportunità non propriamente convenzionale per fare una buona pubblicità alle proprie produzioni, avendo modo, potenzialmente (anche se a nostro avviso i “tempi” di Facebook non sono particolarmente “riflessivi”), di raccogliere feedback in merito all’opera, generare una discussione e rendere la propria audience partecipe e non solo passivamente fruitrice.

Ci teniamo a sottolineare che, a nostro avviso, la linea di demarcazione tra il coinvolgimento attivo e lo spam (con il rischio di declassare il valore dell’iniziativa), in casi come questo, è davvero sottilissima.

Ci domandiamo, quindi,  rivolgendoci agli “architetti” della comunicazione e lieti di potere avere qualche parere in merito, su come si potrebbe sviluppare, all’interno del social network utilizzato, una modalità e una procedura comunicativa ma soprattutto partecipativa in grado di registrare e riportare le preferenze dei soggetti coinvolti in merito ad un determinato tema ma con una struttura più articolata di quella di un semplice sondaggio.

Infine, oltre a ringraziare, in questa sede, tutti gli amici che ci hanno supportato (e sopportato), i conoscenti che si sono lasciati coinvolgere e tutte le persone conosciute durante questo percorso, ci piacerebbe non interrompere il dialogo appena nato; saremmo quindi interessati e disponibili per chiacchiere oziose e sfiziose :) in merito all’iniziativa, alle nostre (e altrui) fotografie e alle dinamiche dei social network in ambito creativo.

Ci piacerebbe, inoltre, avere l’opportunità di raccontare questa piccola storia magari utilizzando questa modalità oppure questa.

Questo post ha tratto particolarmente spunto e ispirazione da una precedente esperienza raccontata nei mesi passati da Lafra (aka Francesca Casadei).

Grazie per le utilissime suggestioni. :)

02
ago
09

Imago Europae 2009 – spazi pubblici e “sfere pubbliche” [prorogati i termini del concorso]

SPAZI PUBBLICI E “SFERE PUBBLICHE” Milano, Aprile 2008 – Interno Via Tortona

SPAZI PUBBLICI E “SFERE PUBBLICHE” Milano, Aprile 2008 – Interno Via Tortona

In occasione dell’Anno Europeo della Creatività e Innovazione, qualche settimana fa abbiamo partecipato alla seconda edizione del concorso fotografico “Imago Europae 2009″, dedicato al tema della Creatività Urbana.

L’obiettivo principale del concorso è stato quello di far conoscere l’Europa attraverso le sue città evidenziando l‘identità locale inconfronto e in relazione a quella europea, rendendo visibili all’interno di contesti urbani in settori come l’architettura, i trasporti, gli stili di vita, uno dei quattro elementi del Manifesto delle Idee di Munari, ovvero: Fantasia, Creatività, Invenzione e Immaginazione.

Abbiamo di deciso di utilizzare una foto (che il regolamento del concorso ci ha permesso di rimaneggiare), scattata lo scorso aprile a Milano, durante le giornate del Fuorisalone,  di un’installazione scoperta in un interno di Via Tortona.

PERCHE’ ABBIAMO SCELTO QUESTA FOTO:

Molto spesso, strade e piazze delle nostre città rischiano di essere svuotate dal loro significato e di essere  vissute esclusivamente  come luoghi di passaggio o semplici attraversamenti.

Lo spazio pubblico, invece, è anche un complesso di relazioni, un terreno di crescita culturale e personale con cui necessariamente confrontarsi.

La riappropriazione, non solo fisica, del contesto urbano,  presuppone la possibilità di fruirne e di interagire con esso amplificandone il ruolo di collettore della partecipazione cittadina, cartina tornasole dell’evoluzione delle dinamiche sociali e dell’emersione di forme di espressione e produzione culturale.

Il design pubblico diventa strumento per facilitare l’intersezione tra due (o più) sfere (quella pubblica e quella privata)  generando sinergie trasversali.

I colori, che abbiamo aggiunto, rappresentano invece la pluralità che, partecipando,”illumina” lo spazio rendendo corale la proposta di cambiamento.

IL CONCORSO:

La nostra foto è stata selezionata tra le 370 ricevute, per essere sottoposta all’assegnazione del premio della giuria popolare di cui “anche” tu sei parte.

Se la foto ti piace, chiediamo il tuo supporto votandola sulla pagina Facebook appositamente creata dal coordinamento di Europe Direct , attraverso questi veloci passaggi :

-Iscriviti al gruppo “VOTA! Imago Europae Creatività urbana” o diventa amico di “Europe Direct Firenze”

-Vota la nostra foto cliccando sulla scritta “Mi piace”.

Le votazioni si chiuderanno il 4 settembre. [EDIT: i termini del concorso sono stati prorogati fino a lunedì 14 settembre]

Rimaniamo a tua disposizione per qualsiasi informazione aggiuntiva sul progetto e saremmo anche curiosi di sapere quale è la tua opinione in merito.

Infine, se vai in vacanza, ti auguriamo giorni belli e luminosi.

Buona Estate.

20
apr
09

GYMeeting Point

2×5 m sono le dimensioni di un’area di parcheggio urbana.

La sfida, lanciata da Esterni* e raccolta da noi è stata quella di progettare un intervento che prevedesse la riappropriazione e la “liberazione” di un’area di sosta, nel centro di Milano, trasformandola da spazio della Città a spazio per i Cittadini.

E’ nato, così, il parcheggio per chi ha voglia di muoversi: GYMeeting Point.

Aree, usualmente destinate al parcheggio di autovetture, sono state ridefinite come possibili punti di incontro in grado di rispondere alle necessità di tutti coloro che hanno voglia di scendere in strada riscoprendo il contesto territoriale del quartiere come uno spazio in cui è “anche” possibile muoversi.

Una declinazione urbana dei vecchi “percorsi della salute”, aggiornati da un punto di vista estetico e arricchiti da nuovi significati.

Riteniamo, infatti, che la possibilità di svolgere attività fisica nelle modalità a noi più consone,  sia un’espressione molto importante dei principi di cittadinanza attiva: stimolo per attività socializzanti  in spazi pubblici, aperti, fruibili.

Consideriamo prioritario il recupero della dimensione sociale dell’attività basata sulla spontaneità delle relazioni, favorite proprio da contesti spaziali e supporti capaci di assolvere contemporaneamente a più funzioni.

Un fitness POP-polare come mezzo di veloce e diretta aggregazione sociale ma slegato da qualsiasi ossessione degenerativo.


GYMeeting Point è:

-MEETING POINT: elemento visibile e segnaletico nel paesaggio urbano, punto di riferimento, ritrovo e aggregazione per appuntamenti e incontri, in particolare, per coloro che intendono svolgere dell’attività fisica in compagnia.

-STARTING POINT: punto di partenza all’interno di percorsi individuati nel contesto del quartiere di riferimento ma, contemporaneamente, anche tappa di sosta e defaticamento nell’ambito di un circuito. Altre postazioni, segnalate con apposite strutture, sono collocate lungo un tragitto identificato al fine di fornire una guida visuale a podisti e corridori.

-PLAYGROUND: spazio utilizzabile/attrezzato/attrezzabile per lo svolgimento di alcune tipologie di esercizi (esclusivamente riscaldamento, stretching, addominali e dorsali).
Pannelli esplicativi, su supporti mobili, forniscono suggerimenti e informazioni sulle corrette modalità di esecuzione dei movimenti con un’indicazione di massima sul numero di ripetizioni.

-SHARING POINT: luogo in cui è possibile scambiare informazioni, materiali, segnalazioni, grazie all’interazione con supporti fisici e multimediali.

In particolare – tra le possibili derive del progetto – abbismo previsto  l’utilizzo di bacheche digitali, l’opportunità di download di software gratuiti compatibili con telefoni cellulari, palmari o lettori mp3, in grado di fornire servizi di audioguida del circuito del “benessere” urbano o di permettere la condivisione di indicazioni relative ai percorsi maggiormente praticabili, sicuri e protetti dal traffico intenso delle arterie principali.

GYMeeting Point
ha natura temporanea, flessibile e modulare, i supporti segnaletici e informativi sono mobili e interscambiabili al fine di generare una molteplicità di circuiti e percorsi.

Se sei interessato a questo progetto e alle sue caratteristiche tecniche, scrivici qui: spaceonsail@gmail.com


*Abbiamo risposto al bando di concorso internazionale  proposto da Esterni per la prima edizione del Public Design Festival che si svolge  in questi giorni a Milano fino al 26 aprile 2009.

Saremo da quelle parti, ed in particolare, il 25 aprile, all’Ippodromo di San Siro per il Public Design Festival Closing party (tutte le info qui).




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